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Simagic Alpha Evo : Test e recensione

Sim Racer

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Nel giro di pochi anni, Simagic si è fatta un nome nel settore delle corse simulate, offrendo periferiche ad alte prestazioni sviluppate da appassionati e piloti professionisti per soddisfare i fan delle corse virtuali.

Fino a poco tempo fa, Simagic si rivolgeva principalmente ai piloti che cercavano basi Direct Drive di fascia media e alta. Questo va bene per gli appassionati di sim-racing, perché permette loro di sfruttare al massimo le periferiche. Tuttavia, lascia ai box chi ha meno esperienza.

La gamma base Direct Drive Alpha contava solo 3 modelli:Alpha Mini con 10 nm di coppia, Alpha con 15 nm e Alpha U con 23 nm di coppia. Di conseguenza, Simagic si è trovata ad affrontare principalmente Moza Racing con i suoi R9, R12 e R21, e Fanatec con il CSL DD (8nm) e i Podium DD e DD2.

Tuttavia, Fanatec ha aggiornato il suo catalogo includendo le ClubSport DD e DD+, che sviluppano 12 e 15 nm di coppia. La risposta di Simagic è stata la gamma Alpha Evo e queste basi sono ancora disponibili in 3 livelli di potenza: 9, 12 e 18 nm di coppia. Ciò consente al marchio di ampliare il suo portafoglio clienti e di competere con molti altri produttori sui loro circuiti.

Di seguito, diamo un’occhiata alle 3 nuove basi di Simagic e a ciò che hanno in serbo.

Il Simagic Alpha Evo da 9 nm

 

Design e caratteristiche

Parliamo del design della Alpha Evo da 9 nm, la base DD meno potente della gamma Simagic. A dire il vero, non ci sono grandi cambiamenti rispetto all’Alpha Mini: il design è più semplice perché questa volta Simagic ha sostituito i bordi squadrati con quelli arrotondati e ha eliminato la parte frontale piatta in carbonio per l’RGB.

Beh, suppongo che tu conosca la mia posizione sull’RGB e per chi non la conosce: non sono un grande fan. Fortunatamente per noi dell’Alpha Evo, non si nota molto una volta installato il volante.

Per quanto mi riguarda, il resto del cabinet è molto più bello rispetto all’Alpha Mini. Il design a più elementi è ancora presente, ma questa volta è meno pronunciato. Il passaggio dal mobile alla piastra posteriore non è visivamente brusco e credo che conferisca alla base un aspetto più elegante.

Passiamo alle specifiche tecniche. La versione più piccola di Alpha Evo sviluppa una coppia di 9 nm. L’encoder è stato aggiornato da 18 a 21 bit e il motore incorpora la tecnologia zero-cogging per un’esperienza di sim-racing ultra-realistica. Inoltre, Simagic ha rafforzato il suo ecosistema, rendendo più facile l’accesso a questa base da parte di altri marchi e quindi di altri volanti. Di solito, i marchi vogliono chiudere il loro ecosistema in modo che i piloti rimangano al suo interno e acquistino tutto da un’unica fonte. Questa mossa di Simagic potrebbe essere potenzialmente rischiosa per il marchio, oppure il contrario, ma solo il tempo ce lo dirà.

Materiali e qualità costruttiva

I materiali utilizzati per l’Alpha Evo sono di prima qualità e non ci aspetteremmo nulla di meno da Simagic. Il cabinet è interamente in metallo, con una qualità costruttiva eccellente. È ben fatto, ben rifinito e credo che sia un bel cambiamento rispetto all’Alpha Mini, da cui il nome “Evo”.

Rapporto qualità/prezzo

La base Alpha Evo a 9 nm ha un prezzo di quasi 480 euro, che la pone ben al di sopra di una CSL DD a 8 nm (450 euro) e di una Moza R9 V3 (400 euro).

Per quanto riguarda il rapporto qualità-prezzo, credo che Simagic sia in vantaggio. La base potrebbe essere un po’ più economica per competere con l’R9 di Moza, perché sulla carta i due condividono molte caratteristiche, come la potenza e l’encoder a 21 bit, oltre a essere il punto di forza per molti corridori. Ma Simagic ha un asso nella manica: lo zero-cogging, un aspetto che la R9 V3 non menziona nella sua pagina tecnica. Quindi, per quanto mi riguarda, questo giustifica in parte la differenza di prezzo di 80€ tra le due basi.

 

Il Simagic Alpha Evo da 12 nm

 

Design e caratteristiche

La gamma Simagic Alpha è già molto simile e per quanto riguarda la gamma Evo, il marchio non cambia nulla. Di conseguenza, l’Alpha Evo da 12 nm è una copia carbone dell’Alpha da 9 nm. Ha lo stesso design minimalista che gli si addice, con bordi arrotondati che sostituiscono quelli a 90° del modello precedente e RGB intorno all’asse di trasmissione.

In termini di specifiche tecniche, il motore ora sviluppa 12 nm di coppia massima, con un encoder a 21 bit e zero-cogging. Ad essere sinceri, l’Evo 12 nm è solo una versione più muscolosa del 9 nm, proprio come il ClubSport DD+ viene paragonato al DD di Fanatec.

Materiali e qualità costruttiva

Naturalmente, Evo 12nm ha un cabinet interamente in metallo e questo è prevedibile. I materiali sono di alta qualità e la produzione è di alto livello. Non mi sarei aspettato niente di meno da Simagic e non sono rimasto deluso.

La Evo 12 è una base bella e ben rifinita che riflette la filosofia del marchio di offrire un prodotto di qualità a un prezzo interessante.

Rapporto qualità/prezzo

Parlando di cambio monetario, la Evo 12 nm costa 623€, un prezzo molto aggressivo per quanto mi riguarda, soprattutto se paragonato alla concorrenza di Fanatec. Certo, costa ancora circa 100€ in più rispetto a un Moza R12 V2, ma l’Evo 12nm viene venduto a quasi 170€ in meno rispetto a un ClubSport DD, che sulla carta sviluppa la stessa potenza. Non allo stesso modo, ovviamente, perché la ClubSport DD produce 12nm di coppia continua, mentre la Simagic base è di picco.

Il Simagic Alpha Evo da 18 nm

Design e caratteristiche

Concludiamo con l’Alpha Evo da 18 nm. Come ci si può aspettare, questa base è visivamente identica alle altre due, sotto ogni aspetto. L’unica differenza è l’aspetto tecnico del motore elettrico interno.

Per questa variante top di gamma della serie Evo, l’ultima base Simagic sviluppa 18 nm di coppia di picco, con encoder a 21 bit e zero-cogging ancora presenti.

Rapporto qualità/prezzo

Alpha Evo 18nm è una base che non è poi così costosa se si tiene conto del marchio, delle tecnologie e della potenza sviluppata. Attualmente viene venduta a circa 840€, il che la mette in competizione con altre basi leggermente più potenti.

Come per Moza, anche l’R21 si colloca nella fascia degli 800 euro ed è più potente. Di conseguenza, Simagic ha intenzionalmente posizionato la sua base contro concorrenti più generosi in termini di coppia, il che potrebbe indicare che l’Alpha Evo a 18 nm è molto potente.

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Simagic Alpha Evo

L’evoluzione dell’azionamento diretto

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