Bigscreen Beyond 2
Vantaggi
- Disponibile in diverse versioni con Eye Tracking
- Alta risoluzione con schermo Micro LED per ciascun occhio
- Frequenza di aggiornamento fino a 90 Hz
Svantaggi
- Prezzo piuttosto alto, a seconda della configurazione
- Un affaticamento degli occhi che può manifestarsi dopo poche ore
Il nostro voto: 9.4/10
Nel sim-racing, tutto ruota intorno all’immersione. Abbiamo i dispositivi attivi che ci permettono di sentire la forza di ritorno proveniente dall’auto, o tutto ciò che accade quando si effettua un comando.
L’esempio più semplice è una base Direct Drive che ti fa sentire l’auto tra le mani, o magari una pedaliera. Ma ci sono altri dispositivi che ti permettono di aumentare ancora di più l’immersione, e si tratta dei visori VR.
Ci sono molti prodotti in questo segmento, e oggi proveremo il Bigscreen Beyond 2. Si tratta di un visore VR pensato per tutti i videogiochi, ma che trova naturalmente la sua collocazione nel sim-racing per un motivo: è un dispositivo di fascia alta che ha praticamente corretto tutti i difetti del suo predecessore. Proviamolo e vediamo cosa ha da offrire.
Caratteristiche principali e specifiche tecniche del visore VR
- Doppio schermo Micro LED con una risoluzione di 2560×2560 pixel
- Frequenza di aggiornamento nativa di 75 Hz, espandibile fino a 90 Hz
- Regolazione personalizzata degli schermi per ottenere un’immagine nitida in base alla vista del giocatore
- Eye tracking (tracciamento oculare) disponibile come opzione
- Campo visivo fino a 116°
- Il peso è di quasi 110 grammi solo per il casco, senza le cinghie
- Compatibile solo con PC e richiede una buona configurazione
- Cavo in fibra ottica per il collegamento al PC
- Dimensioni: 143 x 52 x 24 mm (L, A, P)
Design
Il design del Beyond 2 mi ricorda molto il casco di Linda – 058 della Blue Team in Halo 5 Guardians. Sai, quella Spartan II specializzata nel tiro di precisione.
La parte visibile delle cuffie è realizzata in plastica trasparente, il che permette di vedere i componenti interni del dispositivo, e personalmente lo trovo davvero bello. È diventato raro trovare questa caratteristica nei prodotti elettronici; è una tendenza che si è persa col passare del tempo.
Per quanto riguarda le dimensioni, devo dire che non è molto grande. È largo circa 15 cm, alto circa 5 cm e profondo 2,4 cm. È quasi minuscolo, devo dire, il che dovrebbe piacere a molti corridori.
Comfort ed ergonomia
Con un peso che non arriva nemmeno a 110 grammi (107 per la precisione), il Beyond 2 è un dispositivo leggero, anzi, leggerissimo. Una volta indossato, quasi non lo sentirai sulla testa, proprio come se avessi un berretto, per esempio. E questo mi piace tantissimo, perché è una bella novità rispetto agli altri visori VR, che sono pesanti e ingombranti.
Per quanto riguarda l’ergonomia, le cinghie sono in tessuto, facilissime da regolare e comode da indossare intorno alla testa. Inoltre, il Beyond 2 è dotato di una guarnizione che circonda gli schermi, che garantisce un nero totale quando indossi il visore. Il grande vantaggio di questa guarnizione, oltre al fatto che i tuoi occhi sono al buio, è che gli schermi Micro LED danno il massimo in termini di contrasto. È solo un piccolo dettaglio in più che permette di aumentare notevolmente l’immersione durante la corsa.
Qualità dell’immagine
Ogni occhio è dotato di uno schermo Micro LED, con una risoluzione di 2560 x 2560 pixel. In pratica, questa risoluzione è raggiungibile solo con una frequenza di aggiornamento di 75 Hz. Se passi a 90 Hz, la risoluzione scende a 1980 x 1980 pixel, con un upscaling per avvicinarsi alla risoluzione iniziale.
In realtà, l’immagine è davvero di ottima qualità. Ho notato una leggera distorsione ai bordi dello schermo, cosa che rappresentava uno dei maggiori svantaggi del primo Beyond. Il team di Bigscreen è riuscito a risolvere il problema in soli due anni, il che è davvero un’impresa.
Un altro aspetto interessante per la qualità dell’immagine sono i colori. Dato che il Beyond 2 utilizza schermi Micro LED, i neri sono perfettamente neri e gli altri colori sono vivaci e brillanti. Il software ti permette di regolare i profili colore, e trovo che questi siano ottimi per l’uso nel sim-racing. Devo però precisare che non sono un esperto di colori, come potrebbero esserlo grafici e montatori video.
Impostazioni
Il Bigscreen Beyond 2 offre due schermi, con lenti regolabili singolarmente per garantire un’immagine perfetta. Proprio come un paio di occhiali, questo visore VR si adatta perfettamente ai tuoi occhi e anche alle eventuali differenze tra loro. Questo è un grande vantaggio rispetto alla concorrenza, perché molti altri visori hanno solo regolazioni per entrambi gli occhi contemporaneamente.
Sensazioni durante il gioco
Cosa offre un visore VR nel sim-racing? In poche parole, è un vantaggio in termini di immersività non trascurabile, soprattutto se la tua configurazione ti permette di utilizzare questo tipo di attrezzatura.
Il Bigscreen Beyond 2 si è rivelato un ottimo visore VR per il sim-racing, soprattutto grazie alla sua frequenza di aggiornamento che può arrivare fino a 90 Hz, a scapito però di una risoluzione leggermente inferiore. In realtà, non ho notato grandi differenze tra i 2560 pixel a 75 Hz e i 1980 a 90 Hz. Inoltre, su un visore VR è più che consigliabile privilegiare una frequenza di aggiornamento elevata per ridurre notevolmente gli effetti di vertigini.
In titoli come AC, l’immersione è davvero totale, con un campo visivo ampio e una profondità adeguata alle gare di sim-racing. Ci si abitua in fretta, e i 90 Hz offrono un’ottima immersione in pista.
Ma proprio come con qualsiasi altro visore VR, dopo qualche ora gli occhi inizieranno ad affaticarsi. È un problema intrinseco a questa tecnologia, proprio come per gli occhiali 3D. Ci si sente disorientati e a volte si avverte persino un po’ di vertigini se ci si passa troppo tempo.
Inoltre, ho notato un accumulo di calore all’interno del visore, dovuto al fatto che la guarnizione blocca troppo bene la luce. È ottimo per l’immersione (nessuna luce che interferisca con gli schermi), ma il calore rimane intrappolato all’interno del visore.
Compatibilità
Il Beyond 2 è compatibile solo con il PC, il che è normale per un visore VR di questo tipo. Se non sbaglio, solo i produttori di console da salotto (Sony, Xbox e Nintendo) offrono visori VR per le loro console.
Ti servirà un computer abbastanza potente, perché Beyond 2 richiede una configurazione di base piuttosto robusta.
Per quanto riguarda i giochi di simulazione di corse, sinceramente non ho avuto problemi di compatibilità con il Beyond 2. Funziona praticamente con tutti i titoli di simulazione di corse, che si tratti di giochi arcade, sim-arcade o simulazioni vere e proprie. I visori VR si sono diffusi parecchio nel corso degli anni e sono supportati da molti videogiochi.
Rapporto qualità/prezzo
Parliamo del prezzo del Beyond 2. Innanzitutto, il visore è disponibile in 3 versioni, con 2 diversi tipi di guarnizioni (la prima è standard, la seconda su misura stampata in 3D). Se vuoi acquistare il Beyond 2, preparati a spendere tra i 1370 € e i 1650 € per il visore con guarnizione 3D e tracciamento oculare.
È costoso? Beh, dipende da come la vedi. Se confronti il Beyond 2 con un visore VR standard, allora sì, è costoso. Ma d’altra parte, la frequenza di aggiornamento di 90 Hz e la buona qualità dell’immagine mi fanno dire che il prezzo richiesto è giustificato.
Il mio verdetto
I visori VR per il sim-racing, o in generale, o ti piacciono o non ti piacciono. Molti trovano l’esperienza troppo invadente, disorientante e tale da provocare vertigini.
Personalmente, penso che il Beyond 2 sia uno dei migliori caschi VR che si possano usare nel sim-racing per molte ragioni, in particolare la frequenza di aggiornamento, l’oscurità totale e il peso ultraleggero del casco. Se sei un pilota che cerca l’immersione totale in gara e non fai molta endurance, allora ti consiglio vivamente questo visore.
Se sei un fan della 24 Ore di Le Mans, ti consiglio di toglierti il casco durante i pit stop per far uscire il calore che si accumula. A pensarci bene, è un bel vantaggio per l’immersione, perché anche i veri piloti da corsa fanno lo stesso per mantenere la testa fresca.



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