Arriva un momento in cui la cloche, la manetta e i pedali non bastano più: vuoi il resto della cabina di pilotaggio, quei pannelli pieni di schermi e pulsanti che trasformano una scrivania in un cruscotto. È proprio di questo che parliamo oggi. Le basi, gli stick e i telai li abbiamo già descritti in dettaglio nella guida completa ai simulatori di volo per PC; qui facciamo un salto di qualità, passando all’avionica e agli strumenti.
Per molto tempo, questo settore era riservato ai piloti virtuali più appassionati, quelli che si costruivano da soli i propri pannelli con schermi di recupero. Il mercato è cambiato. Honeycomb, Logitech, Winwing e ora anche MOZA Racing offrono pannelli pronti all’uso, e l’argomento merita finalmente una guida a parte.
L’avionica è ciò che distingue una semplice configurazione da una vera cabina di pilotaggio
Prima di tutto una precisazione sul vocabolario, perché è un argomento che ricorre continuamente e che spesso viene confuso nei forum. Su Airbus, i sistemi sono suddivisi così:
- FCU: il pannello montato sulla parte superiore del cruscotto, che regola il pilota automatico (velocità, rotta, quota, velocità verticale).
- Sezioni EFIS: su entrambi i lati, gestiscono il barometro e le modalità della schermata di navigazione.
- MCDU: il tastierino numerico con il suo piccolo schermo a colori, dove si programma il piano di volo.
Boeing fa la stessa cosa, ma la chiama in modo diverso: MCP per il pilota automatico, CDU per la gestione del volo. Non confondere mai i due mondi: è proprio questo riflesso che tradisce subito un simulatore alle prime armi.
Perché è importante per il tuo home cockpit? Perché questi pannelli sono proprio quello che i dispositivi di volo classici non ti offrono. Una cloche ti permette di pilotare. Un FCU e un MCDU ti permettono di gestire il volo come un equipaggio, senza dover rincorrere il cursore durante l’avvicinamento. È un piccolo cambiamento: tenere gli occhi sugli schermi invece che sul cursore, ma è proprio questo che distingue una sessione in cui si gioca da una in cui si vola davvero.
Per quanto riguarda Airbus: FCU, EFIS e il famoso MCDU

Probabilmente è il settore più ricco di offerte in questo momento. Per quanto riguarda le soluzioni più convenienti, da anni c’è la gamma Logitech Pro Flight, quei piccoli moduli impilabili (Switch Panel, Radio Panel, Multi Panel) che coprono l’essenziale senza spendere una fortuna. È da lì che molti iniziano, ed è perfetto.
MOZA Racing punta a questo segmento con un approccio più esclusivo e una suddivisione che rispecchia fedelmente quella della cabina di pilotaggio reale. Per l’Airbus A320, ci sono due pannelli che si completano a vicenda:
- MA3F EFCM (FCU + EFIS): riprende la stessa disposizione ed è disponibile in tre configurazioni (solo FCU, FCU con un EFIS o il set completo con EFIS sinistro e destro). Le rotelle a doppia guida, con movimento a spinta-trazione, riproducono la sensazione di pilotare un aereo.
- MA3F FCD (MCDU): riproduce l’MCDU dell’A320, con uno schermo IPS da 5,1 pollici, un pannello frontale in alluminio pressofuso e tasti con corsa libera.
MOZA annuncia che questi due pannelli sono compatibili con gli Airbus predefiniti di MSFS e X-Plane (gli A320/A330 a seconda del simulatore e della sua versione), oltre che con le famiglie A320 di Fenix, ToLiss e FlightFactor. In altre parole, proprio gli aerei che pilotano gli appassionati di Airbus. Per quanto riguarda il MCDU fisico, anche Winwing ha lanciato il suo modello di recente, segno che la domanda c’è. Vedere la rotta visualizzata su un vero schermo avionico, con la rotella da un lato e la tastiera dall’altro, aggiunge un po’ di solennità alla preparazione del volo, ed è proprio quel tocco in più di ritualità che ti conquista.
Un consiglio, già che ci siamo: un cartello come questo non sostituisce la lettura di un buon tutorial sull’add-on. Il pannello di controllo ti mostra i tasti giusti, ma non la procedura; l’FMS, quello lo impari in aereo.
Dal lato Boeing: il CDU e la scuola americana

Se preferisci il 737 all’A320, la logica è la stessa, cambia solo l’attrezzatura. L’equivalente dell’MCDU qui si chiama CDU, e MOZA lo propone con il MB7F FCD, gemello della versione Airbus: stesso schermo da 5,1 pollici, stessa cornice in metallo, ma disposizione dei tasti e schermate ispirate al 737. MOZA lo presenta come compatibile con i migliori add-on per il 737, in primis PMDG e iFly, quelli che ti capita sicuramente di usare se voli seriamente con i Boeing.
È proprio qui che si nota una differenza di comportamento, e non è solo di facciata:
- Airbus funziona in modalità “autothrust” con leve del gas che non si muovono da sole: il pilota le posiziona su determinate posizioni (IDLE, CL, FLX/MCT, TOGA) e il FADEC gestisce la spinta.
- La Boeing usa delle leve motorizzate che scorrono da sole per seguire il sistema automatico.
Su un cockpit fatto in casa, c’è una precisazione da fare: la maggior parte dei quadranti in commercio non riproduce questo movimento motorizzato, e la differenza tra un modulo Airbus e uno Boeing sta soprattutto nella disposizione delle tacche e nella sensazione che danno. Il MOZA MTQ, ad esempio, supporta le leve Airbus (TQA) o Boeing (TQB) a seconda della scuola di volo che hai scelto.
Il glass cockpit, ovvero l’aviazione generale che passa allo schermo

Cambio totale di atmosfera con l’aviazione generale. Basta con i sei strumenti a lancetta: un Cessna o un Diamond moderno mostra tutto sugli schermi, il famoso glass cockpit. Il punto di riferimento è la suite Garmin G1000: due schermi identici, solitamente configurati con un PFD per il pilotaggio e un MFD per la mappa, il motore e i sistemi.
MOZA risponde a questa esigenza con il MGX1000, un pannello di controllo glass cockpit di tipo G1000:
- uno schermo IPS da 10,4 pollici con risoluzione 1024×768, fino a 500 nit;
- delle rotelline dentellate e un piccolo joystick a sette direzioni;
- una connessione video DisplayLink (tramite USB): non è la stessa interfaccia dell’HDMI, il che ti permette di non occupare una delle uscite della scheda grafica.
Ogni unità può essere configurata come PFD o MFD, quindi con due moduli puoi avere una cabina di pilotaggio “glass” completa. Per quanto riguarda la compatibilità, MOZA punta ai velivoli con G1000 nativo di MSFS 2020/2024 e X-Plane 11/12, dal Cessna 172 al DA40 passando per il Kodiak 100. Per chi vola soprattutto in aviazione generale, questo cambia parecchio l’esperienza di un avvicinamento strumentale. Si passa da un cruscotto che ti opprime a una postazione che si legge a colpo d’occhio, e su un volo IFR un po’ impegnativo, la differenza si nota subito.
Il combattimento e DCS: i panel che profumano di cherosene
Il mondo del combattimento è tutta un’altra storia, quella di DCS World, e il suo gergo non ha più nulla a che vedere con il resto. Un F/A-18 Hornet non si pilota solo con la cloche: vive attraverso i suoi DDI, i suoi schermi di gestione, il suo AMPCD centrale e il suo UFC, il pannello di comando e di inserimento dati in cima al quadro di comando.
In questo ambito, il FMP18 di MOZA propone un sistema di pannello frontale Hornet che include:
- due DDI el’AMPCD (area attiva quadrata di 7,1 pollici a 800×800);
- il pannello frontale FPP e il suo supporto da scrivania;
- 95 pulsanti, 16 manopole e 7 interruttori in totale;
- un sistema di fissaggio magnetico a montaggio rapido.
E MOZA non arriva in un territorio inesplorato: Winwing si è già fatta un nome con i suoi MFD e gli UFC Hornet, e marchi come VKB occupano i comandi adiacenti. È un mondo di appassionati, esigente, e chiaramente non è il primo posto in cui investi il tuo budget. Ma per chi passa le serate sull’Hornet, ritrovare i veri comandi sotto le dita invece di una valanga di clic, è proprio l’immersione che cerchi in DCS.
Mettere insieme tutto questo: la vera questione è l’ecosistema

Rimane la questione dell’allestimento, ed è proprio qui che spesso i setup vanno in crisi. I pannelli MOZA si fissano con lo standard VESA 75, lo standard per i supporti per monitor, il che ti permette di montarli su un braccio articolato o su un telaio in profilato di alluminio, lo stesso tipo di telaio che si usa già nel sim racing. Altre marche si affidano ancora ai propri supporti o a semplici morsetti da scrivania, quindi controlla bene prima di comprare. Per quanto riguarda la base (rig/stick/joystick), ti rimandiamo alla guida completa sui simulatori di volo; qui parliamo invece di ciò che va aggiunto a tutto questo.
Ed è proprio questo il punto di forza di MOZA. Honeycomb rimane un ottimo punto di partenza nel settore GA con il suo yoke Alpha e il quadrante Bravo, il pannello dell’autopilota e le spie di allarme integrate; Logitech rimane la scelta modulare più accessibile. Dove MOZA si distingue è che copre l’intera gamma: basi con force feedback, stick, sidestick Airbus, pedali, manette e ora anche i pannelli, l’avionica e il glass, il tutto gestito da un unico software, MOZA Cockpit. Non si mescolano cinque marche e cinque programmi: si costruisce una cabina di pilotaggio coerente, pezzo dopo pezzo. Non è il primo acquisto che consigliamo a un principiante. È piuttosto l’obiettivo verso cui far crescere la tua configurazione. E una volta arrivato lì, è il tipo di cabina in cui smetti di armeggiare per iniziare finalmente a volare.
E adesso, cosa montiamo per primo?
L’avionica e gli strumenti sono ciò che distingue una configurazione decente da una cabina di pilotaggio che ti fa davvero sentire al comando. La buona notizia è che finalmente c’è tutto l’occorrente per farlo, dal piccolo modulo base fino all’ecosistema completo; sta a te scegliere da dove iniziare.
Rimane la domanda che ricorre sempre nella community: da dove cominciare? L’MCDU che ti tiene le mani occupate per tutta la preparazione del volo, il glass cockpit che trasforma un avvicinamento GA, o il front panel Hornet per gli appassionati di DCS? Dicci cosa spicca per primo sul tuo cruscotto.







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